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INTERVISTA ALL’AVV. ANDREA SANTORO – LA VISIONE 2026: METODO, CRESCITA E OPERAZIONI MIRATE

Avvocato Santoro, il 2026 si apre come un anno chiave. Qual è il punto di partenza della sua visione?

Il punto di partenza è una consapevolezza molto concreta, maturata anche attraverso il lavoro svolto negli ultimi anni. Oggi le imprese non hanno bisogno di risposte parziali, ma di una visione integrata. Il contesto normativo, fiscale ed economico è diventato talmente complesso che affrontarlo per compartimenti stagni non è più sostenibile. Il 2026 rappresenta l’anno in cui questo approccio diventa ancora più centrale e strutturato, partendo da basi già solide.

È da qui che nasce il claim “Dove diritto, fisco e strategia parlano la stessa lingua”?

Esattamente. È la sintesi di un metodo di lavoro che accompagna lo Studio da sempre e che negli ultimi anni si è ulteriormente rafforzato. Significa partire dal diritto, leggere con attenzione i numeri e trasformare queste analisi in decisioni strategiche. Ogni scelta giuridica viene valutata anche per i suoi effetti fiscali e finanziari, ogni dato economico diventa uno strumento per orientare le decisioni dell’impresa. Da un punto di vista comunicativo può essere definito uno slogan, ma io lo ritengo soprattutto un modo concreto di lavorare e di affiancare gli imprenditori.

Qual è, secondo lei, il limite più evidente della consulenza tradizionale?

La frammentazione. Troppo spesso l’imprenditore riceve pareri tecnicamente corretti, ma scollegati tra loro: una soluzione legale che non considera l’impatto fiscale, una pianificazione fiscale che ignora i flussi finanziari, una strategia che non tiene conto dei vincoli normativi. Il valore della consulenza oggi sta nella capacità di tenere insieme questi elementi e trasformarli in decisioni coerenti e sostenibili nel tempo.

Che ruolo ha il team in questa fase di sviluppo dello Studio?

Un ruolo centrale. La consulenza evoluta non è mai individuale: è il risultato di un lavoro corale. Negli ultimi anni ho lavorato molto sulla costruzione di un team affiatato, con competenze complementari, valori condivisi e una forte attenzione alla qualità del lavoro. Il 2026 sarà un anno in cui il lavoro di squadra farà davvero la differenza, soprattutto nella gestione di operazioni complesse e nella capacità di accompagnare il cliente con continuità.

La recente sentenza favorevole ottenuta per un vostro cliente presso la Corte di Giustizia Tributaria del Lazio può definirsi un esempio dell’efficacia di questo approccio?

Certamente. Anzi, si tratta del caso più esplicativo tra quelli recenti. Abbiamo affiancato il nostro cliente in ogni singola fase: dalla collaborazione con l’Università Federico II alla strutturazione del progetto R&S, gestendo dal principio tutti gli aspetti tecnici, documentali e fiscali. E quando il beneficio è stato contestato, abbiamo curato la difesa tributaria in primo e in secondo grado. Questa è l’esatta concretizzazione di un approccio totalizzante.

Quali sono le priorità operative per il 2026?

Da un lato, rafforzare ulteriormente la consulenza fiscale e strategica alle aziende che già seguiamo, accompagnandole in modo continuativo e strutturato nelle decisioni più rilevanti. Dall’altro, acquisire nuova clientela selezionata, imprese con esigenze più evolute: passaggi generazionali, riorganizzazioni societarie, operazioni straordinarie o percorsi di crescita ambiziosi. L’obiettivo non è la quantità, ma la qualità dei progetti e delle relazioni.

E sul fronte della finanza straordinaria e delle operazioni di M&A?

L’anno che si è appena chiuso ci ha dato riscontri molto positivi. Abbiamo seguito operazioni complesse di riorganizzazione societaria, progetti di M&A e attività di valorizzazione di asset, anche immateriali, che hanno confermato la solidità del metodo adottato. Queste esperienze hanno rafforzato il posizionamento dello Studio e consolidato rapporti qualificati con investitori e operatori finanziari. Il 2026 sarà un anno di ulteriore sviluppo su questo fronte: intendiamo strutturare ancora di più l’attività di finanza straordinaria, intensificare le relazioni con il mondo degli investimenti e affiancare imprese e investitori in operazioni sempre più articolate, dove sono indispensabili visione strategica, capacità di lettura dei numeri e coordinamento tra professionalità diverse.

C’è anche una dimensione personale che accompagna questa visione.

Sì, una dimensione che oggi sento con grande lucidità. Provengo da una storia professionale familiare importante: mio padre mi ha lasciato valori, metodo e anche rapporti di stima e fiducia con persone e interlocutori di altissimo livello, costruiti in decenni di lavoro serio. Si tratta di un patrimonio professionale significativo, che rappresenta una grande responsabilità. Allo stesso tempo, sono pienamente consapevole che quei rapporti non sono mai acquisiti una volta per tutte. Spetta a me dimostrare, giorno dopo giorno, con il lavoro, con le scelte e con i risultati, di essere all’altezza di quella fiducia. La mia sfida è integrare questa eredità in un percorso che guarda avanti, insieme alla squadra che ho costruito, trasformandola in valore concreto per i clienti e per lo Studio.

Se dovesse definire il 2026 in una frase?

Il 2026 sarà l’anno dell’accelerazione consapevole. Un anno in cui trasformare metodo, competenze e relazioni in crescita concreta, rafforzando il posizionamento come interlocutore di riferimento per imprese, investitori e operazioni complesse. Un anno in cui diritto, fisco e strategia parlano davvero la stessa lingua.

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