3.1.2. La fase di realizzazione del progetto e la fase di gestione dell’opera.
Una volta definita l’articolata fase iniziale ed il relativo aspetto contrattuale viene attivata la fase di realizzazione dell’opera. Senza entrare troppo nei dettagli, e rinviando alla schematizzazione delle diverse fasi riportata in tabella B, porrei enfasi su due aspetti caratteristici:
– l’erogazione del finanziamento ed il
– monitoraggio dell’opera.
Per quanto riguarda la parte finanziaria l’aspetto caratteristico del PF è dovuto allo stretto collegamento che l’erogazione delle risorse finanziarie ha con il modello economico e finanziario e con l’insieme dei contratti coinvolti nel progetto. Nel PF, a differenza di quanto accade nelle altre forme di finanziamento, viene contrattualmente prevista la coerenza tra le erogazioni del finanziamento e le esigenze degli altri contratti del PF.
Normalmente accade che la Project Company, definito il piano di avanzamento lavori con l’appaltatore, sottoponga lo stesso al finanziatore per l’erogazione delle somme necessarie. L’andamento dell’impegno finanziario da parte delle banche è rappresentato nella tabella C. Strettamente correlata all’erogazione del finanziamento è la già menzionata attività di monitoraggio dell’andamento dei lavori.
A tale scopo l’arranger dell’operazione nomina un consulente tecnico con il compito di sorvegliare attentamente il corretto svolgimento delle fasi di attività. Ciò consente anche al finanziatore, che è pesantemente coinvolto nel rischio di impresa, una pronta identificazione delle problematiche emerse in corso di realizzazione e degli scostamenti rispetto al modello originario.
Nella fase di realizzazione dell’opera, oltre ai due aspetti caratteristici sopra menzionati, sono identificabili due momenti significativi, al manifestarsi dei quali può essere data rilevanza contrattuale, e che rappresentano due “pietre miliari” del progetto:
– la “project completion date”: costituita dal collaudo dell’opera nella quale viene rilevata la capacità tecnica dell’opera di funzionare secondo le modalità previste nel progetto originario, garantendo il rispetto delle specifiche quali/quantitative considerate nella costruzione del modello economico.
Il tipo di effetto che il contratto può associare al raggiungimento di tale data può essere:
1) la modifica della tipologia delle garanzie date dall’appaltatore;
2) la modifica della compagine azionaria della Project Company (normalmente l’arranger richiede una partecipazione più elevata dello Sponsor tecnico fino alla realizzazione di tale evento);
– la “financial completion date”: tale data, successiva al collaudo tecnico, rappresenta il momento in cui il progetto inizia ad avere una sua autonoma capacità economico-finanziaria. Essa coincide con il momento in cui si verifica il rispetto di particolari condizioni contrattuali, ad esempio quelle relative ai valori di alcuni indici di bilancio. Tra i possibili effetti che il contratto può attribuire alla financial completion date vi è la conversione del Project Financing da “limited recourse” a “without recourse”: è infatti in questo momento che si manifesta la prova concreta della capacità economico-finanziaria del progetto, ossia della capacità di rimborsare autonomamente il finanziamento. Conseguentemente le garanzie e gli altri impegni contrattualmente previsti possono perdere la loro efficacia.

4. LO SVILUPPO DEL PROJECT FINANCING. 

Il Project Financing è ormai uno strumento molto diffuso, basta sfogliare qualunque giornale economico per trovare traccia della sua applicazione. Molti sono infatti i casi concreti nei quali l’utilizzo di questa tecnica ha consentito la realizzazione di opere il cui peso finanziario sarebbe stato altrimenti insostenibile per i bilanci delle singole aziende. Nella pratica sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione con tale strumento, sia in Italia che all’estero, impianti di cogenerazione per la produzione dell’energia elettrica, impianti di depurazione, sistemi di telecomunicazione satellitare, oleodotti, strutture per l’addestramento di piloti con simulatori di volo, autostrade, sistemi di comunicazione, ecc.. Ma se tali esempi sono solo alcuni dei quali ho in qualche modo esperienza diretta, innumerevoli sono le ulteriori possibilità offerte dallo strumento.
Chiaramente accanto a significativi casi di successo si sono manifestati anche casi di insuccesso, a volte dovuti a difficoltà tecniche del progetto che hanno generato slittamenti dell’entrata in funzione dell’impianto, creando tensioni finanziarie all’interno del modello economico, ma a volte dovuti anche a delle previsioni commerciali (e quindi dei relativi flussi di cassa attivi) troppo ottimistiche. Ma complessivamente la tecnica di finanziamento appare molto efficace.
L’aspetto che ritengo fondamentale sottolineare è relativo alle enormi opportunità che si aprono grazie al Project Financing nel processo di realizzazione ed ammodernamento delle strutture pubbliche.
Esistono già oggi alcune opere in corso di esecuzione finanziate con il PF, e in particolare con la tecnica denominata BOT (Build-Operate-Transfer): in sintesi, i privati realizzano l’opera mediante il sistema della concessione, la gestiscono per un certo arco temporale e la ritrasferiscono allo Stato al termine del periodo di concessione. Ma ora sono disponibili anche nuove formule operative, ad esempio attraverso l’implementazione di tecniche BOO (Build-Operate-Own) in base alle quali l’operatore pubblico trasferisce interamente ad un operatore privato la gestione del servizio.
L’utilizzo del PF appare in ogni caso fondamentale nel processo di miglioramento delle infrastrutture pubbliche. L’analisi economica insegna infatti che il settore privato non è in grado da solo di soddisfare tutte le esigenze sociali: il privato è mosso dal profitto la cui logica, sicuramente valida nelle transazioni private, può creare delle distorsioni se applicata alla fornitura di servizi pubblici. L’utilizzo del PF per l’ammodernamento delle infrastrutture pubbliche consente appunto di eliminare tale distorsione, permettendo da un lato la realizzazione delle opere e la loro gestione privatistica nel rispetto delle esigenze sociali, e limitando dall’altro la portata dell’intervento pubblico che sarebbe dedicato unicamente a garantire redditività a quella parte dei progetti che sebbene non redditizi mantengono però una utilità sotto il profilo sociale.
Le opportunità offerte dal PF sono state colte all’estero ancora prima che in Italia. Valgano a titolo di esempio i progetti per la realizzazione del tunnel sotto il Canale della Manica, il ponte autostradale di Dartford sul Tamigi, il ponte sul Bosforo, quello nel porto di Hong Kong, le metropolitane di Bangkok e Singapore, le centrali elettriche della Turchia, del Pakistan e della Malesia.
Ma anche l’Italia si accinge ora in modo più concreto che nel passato a percorrere tale strada. Come accennato in precedenza, la Legge Obiettivo, nel dare attuazione all’impegno preso tramite il DPEF, che indicava un livello di spesa complessiva nell’ambito dell’attuale legislatura di 100.000 miliardi di lire (Euro 52.000 milioni) da finanziarsi per il 50% tramite risorse pubbliche e per il resto tramite forme di Project Financing, al fine di accellerare la realizzazione delle grandi opere e di ridurne l’onere per le casse pubbliche, ha nuovamente regolamentato l’accesso a forme di finanza di progetto. La legge obiettivo ha in particolare previsto:
– l’individuazione delle opere strategiche attraverso un Programma aggiornato annualmente da inserire nel DPEF, approvato dal CIPE in base alle proposte dei Ministri o delle Regioni interessate, sentita la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali; la legge finanziaria indica annualmente le risorse disponibili per l’attuazione progressiva del Programma integrando le risorse già assicurate da fondi nazionali ed europei e quelle reperibili tramite project financing;
– la riforma dei procedimenti di approvazione dei progetti, mediante concentrazione di tutte le competenze nel CIPE allargato alle Regioni competenti, (mantenendo al Ministero dell’Ambiente le competenze in tema di Valutazione di Impatto Ambientale) ed è assicurata, mediante conferenza di servizi, la partecipazione al procedimento degli enti territoriali e pubblici interessati. La conferenza di servizi dovrà chiudersi entro sei mesi con voto a maggioranza;
– la riforma delle modalità di esecuzione delle opere attuata con la valorizzazione del project financing, per il quale sono attenuati i vincoli posti dalla legge Merloni (pagamento del prezzo dopo il collaudo, limite del 50% per il contributo pubblico e di 30 anni della concessione) nonché con la introduzione in Italia del “General Contractor”. Il “General Contractor” ha la piena responsabilità della buona esecuzione delle opere con tempi e costi certi; a differenza dell’appaltatore deve redigere il progetto definitivo ed esecutivo e può eseguire le opere mediante appalto ad imprese terze, scelte sotto la propria responsabilità tecnica ed economica;
– una procedura eccezionale, limitata ai primi due anni di attuazione del Programma, che consente di approvare mediante decreto legislativo le opere più importanti ed urgenti, per le quali, malgrado la disponibilità dei fondi necessari, non si possa pervenire per via ordinaria al sollecito avvio delle opere.
Le opportunità che si aprono in attuazione della suddetta norma, vanno pertanto dalla realizzazione di opere viarie (autostrade e linee ferroviarie) al ri-ammodernamento del sistema idrico nazionale (sia della depurazione che della distribuzione dell’acqua) o in tema di smaltimento dei rifiuti, di opere marittime (porti, moli), di impianti sportivi e/o turistici.
Il Project Financing ha assunto un tale livello di diffusione da obbligare alcune delle aziende maggiormente coinvolte in tali progetti a reperire risorse umane dotate di skills altamente specialistici in materia, in considerazione del ruolo strategico che le capacità negoziali dei singoli hanno nel determinare la redditività dell’iniziativa.
In definitiva, considerata la quantità di progetti potenzialmente finanziabili con il Project Financing e di operatori economici interessati a tale tecnica (costruttori, amministrazioni pubbliche, istituti finanziari, banche d’affari, imprenditori di diversi settori) nonchè la sua natura di investimento diretto alternativo, che in considerazione del non brillante andamento dei mercati finanziari dovrebbe favorirne ulteriormente lo sviluppo, non mi stupirebbe affatto assistere nel breve termine ad un significativo incremento dei progetti finanziati in PF.