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La normativa a tutela dell’ambiente

Dopo più di quarant’anni dal primo programma comunitario e dalla conferenza di Stoccolma, la normativa a tutela dell’ambiente ha assunto per quantità e qualità una dimensione molto significativa, ponendo ardue questioni interpretative e notevoli difficoltà operative. È chiaro che il regime della responsabilità ambientale delle imprese pone di fronte a profili di particolare delicatezza e rilievo. Le complicazione derivano anzitutto dall’articolazione del sistema delle fonti del diritto che, sebbene incentrate sul codice dell’ambiente (d. lg. 152/2006), sono costituite da atti di diversa provenienza e gerarchia, dai trattati UE sino all’ultimo  dei decreti amministrativi, passando dai regolamenti comunali, dalle c.d. linee guida ad altri atti di soft law, che integrano indirettamente le prescrizione giuridiche. A fronte di una regolazione così ampia ed articolata vige un regime sanzionatorio pesantissimo per le imprese di talché non si può sottovalutare la gravità ed il rilievo delle vertenze in materia ambientale.

Il quadro normativo così ampio e variegato, con i diversi profili di rilevanza, determina un complicato intreccio delle competenze amministrative e giudiziarie: i procedimenti in materia ambientale coinvolgono quasi sempre diversi livelli di governo territoriale, a partire dal Comune sino ai Ministeri, passando – quasi sempre – per Regioni e Province. Significativo è anche il coinvolgimento dei cinque Corpi armati dello Stato; sul piano giudiziario il regime sanzionatorio e della responsabilità accende la competenza di diverse giurisdizioni: civile, pensale, amministrativa e contabile, ponendo, talvolta gravi dubbi sul relativo riparto.

Le complessità operative, generalmente note, derivano principalmente dalle relazioni con la pubblica amministrazione per quanto riguarda le autorizzazioni ambientali, le certificazioni, e tutte le questioni che involgono l’interlocuzione con i pubblici uffici. Il quadro è molto articolato; le principali difficoltà attengono allo svolgimento dei procedimenti amministrativi, alla più efficace e corretta partecipazione alle conferenze dei servizi e, più in generale, alle diverse esigenze di interlocuzione con la pubblica amministrazione. La consulenza legale da questo punto di vista non si limita alla gestione dell’eventuale contenzioso dovendo, piuttosto, fornire alle imprese l’assistenza necessaria alla presentazione delle istanze per le autorizzazioni ambientali, nonché il supporto tecnico per le conferenze di servizi.

Il quadro si completa con le questioni che attengono alla prevenzione e alla riparazione del danno in relazione ai connessi profili di responsabilità civile. Ciò, ancora una volta, sotto il duplice profilo della prevenzione delle situazioni di danno ambientale e della “gestione” dell’illecito civile (valutazione degli elementi costitutivi, quantificazione del danno, ecc.). Anche in questo ambito il supporto tecnico-legale considera la vertenza nel suo insieme, compresa, e non da ultimo, l’organizzazione strategica dei procedimenti amministrativi e del contenzioso giudiziario.

Tutto ciò presuppone un’azione consapevole del mutato rapporto tra imprese ambiente e sviluppo sostenibile; il regime delle responsabilità ambientali, invero, non può essere ormai considerato un accidente marginale del diritto dell’economia ma costituisce, piuttosto, aspetto centrale ed ineludibile di qualsiasi iniziativa imprenditoriale di rilievo, con la possibilità di tradurre in occasione di crescita culturale ed economica i pesanti vincoli della disciplina ambientale.

Va sottolineato, d’altra parte, che l’identità ambientale delle imprese costituisce ormai principale elemento di riconoscimento all’esterno della qualità. Sempre più spesso, opportunamente, le imprese aderiscono ai sistemi facoltativi di certificazione ambientale per rendere edotti consumatori e stakeholders delle azioni intraprese a tutela dell’ambiente.

Il rapporto tra impresa e ambiente si ispira ormai sempre più ad un criterio di collaborazione e scambio reciproco. L’impresa beneficia del suo impegno in campo ambientale attraverso vantaggi amministrativi, economici e fiscali; incorpora il valore de la solidarietà ambientale nel sistema della qualità ed informa adeguatamente il consumatore dei profili di convenienza e di valore. Il sistema della responsabilità – invero – appare ormai ampiamente in grado di conformare le azioni imprenditoriali nel senso di incorporare la qualità dei prodotti e dei processi, in relazione alle esigenze di tutela della salute dell’ambiente.

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