GLI AIUTI DALL' EUROPA
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Il sistema italiano di incentivi alle imprese è caratterizzato dalla presenza di differenti strumenti che interagiscono e sono finalizzati ai principi del'Unione Europea. Un 'azienda di nuova costituzione o già avviata può contare su contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, incentivi fiscali e contributivi che sono ripetibili nel tempo, anche in misura e con regole diverse, conferendo al nostro Sistema-Paese un considerevole vantaggio competitivo. Il sistema si sta ispirando a criteri di politica industriale passando da interventi di assistenzialismo e senza programmazione (vedi interventi c.d. "a pioggia" sul Mezzogiorno) a scelte più mirate con fondi rotativi (es. legge 1329 e legge 46) o forme di incentivazione rivolte ad obiettivi più generali (incremento occupazionale, ambiente, industrializzazione di aree depresse, sostegni alle attività economiche più adatte al territorio). Sono agevolati sia gli investimenti materiali che immateriali, in alcuni casi le spese di gestione di un progetto o di ricerca di processi e/o prodotti innovativi. Si ritiene quindi che dalla continuazione delle diverse forme di incentivazione il nostro Paese possa offrire uno scenario sicuramente appetibile per un investitore che vedrebbe spronate le proprie scelte di investimento da livelli di copertura finanziaria che possono raggiungere anche il 90% della spesa ammessa. Vale anche la pena di ricordare che le aziende italiane possono contare su incentivi previsti dal'Unione Europea che in molti casi sono cumulabili, come pure forme di supporto all'esportazione e cooperazione sia all'interno dell'Europa che in altri Continenti. In questo testo sono sinteticamente riportati i provvedimenti attualmente operativi per fornire un quadro d'insieme del sistema di incentivazione alle imprese. |
L'Unione europea è impegnata sotto il profilo finanziario a sostenere lo sviluppo delle imprese. Possiamo distinguere: a) programmi di sostegno diretto per i quali il rapporto è diretto con la Commissione; b) programmi di sostegno indiretto nell'ambito dei quali limpresa deve fare riferimento agli organismi nazionali, regionali e locali che gestiscono per conto dell'Ue le risorse comunitarie disponibili. La Commissione Europea è l'organo esecutivo ed è indipendente dai governi: rappresenta l'interesse comune dell'Unione, ha il potere di iniziativa legislativa e di esecuzione della legislazione, è composta da 17 commissari ciascuno dei quali è responsabile di uno o più settori economici. Nell'utilizzo dei programmi di sostegno diretto le imprese hanno come interlocutore dell'Ue la singola direzione generale o un singolo organismo esterno nominato dalla Commissione di volta in volta. Nei programmi a sostegno indiretto attraverso i cosiddetti Fondi Strutturali (fondi comunitari destinati a realizzare, tramite contributi a fondo perduto, gli interventi di politica comunitaria in campo sociale, regionale, ambientale, energetico, della ricerca e dello sviluppo) la Commissione stanzia periodicamente le risorse finanziarie che i singoli organismi nazionali, regionali e locali propongono di utilizzare per iniziative nel territorio di loro competenza. Ad esempio lItalia potrà contare fino al 1999 su circa 19.000 milioni di ECU di cui 14.860 per l'obiettivo 1. Per ripartizione degli aiuti strutturali il nostro paese segue la Spagna e precede il Portogallo. |
| TAB.1 - RIPARTIZIONE DEI FONDI STRUTTURALI PER STATO MEMBRO 1994-99** (IN MECU 1994). | ||||||||
| Stato Membro | Ob.1 | Ob.2 | Ob.3/4 | Ob.5a (agricolo) |
Ob.5a (pesca) |
Ob.5b | Ob.6 | Totali |
| Grecia | 13.980 | 13.980 | ||||||
| Spagna | 26.300 | 1.130 | 1.843 | 326 | 119,60 | 664 | 30.382,60 | |
| Irlanda | 5.620 | 5.620 | ||||||
| Portogallo | 13.980 | 13.980 | ||||||
| Eur 4 | 59.830 | 1.130 | 1.843 | 326 | 119,80 | 664 | 63.962,60 | |
| Belgio | 730 | 160 | 465 | 170 | 24,50 | 77 | 1.626,50 | |
| Danimarca | 56 | 301 | 127 | 139,90 | 54 | 677,90 | ||
| Germania | 13.640 | 733 | 1.942 | 1.068 | 74,50 | 1.227 | 18.684,50 | |
| Francia | 2.190 | 1.765 | 3.203 | 1.742 | 189,90 | 2.238 | 11.327,90 | |
| Italia | 14.860 | 684 | 1.715 | 680 | 134,40 | 901 | 18.974,40 | |
| Lussemburgo | 7 | 23 | 39 | 1,10 | 6 | 76,10 | ||
| Paesi Bassi | 150 | 300 | 1.079 | 118 | 46,60 | 150 | 1.863,60 | |
| Regno Unito | 2.360 | 2.142 | 3.377 | 361 | 88,70 | 817 | 9.145,70 | |
| Totale | 93.810 | 6.977 | 13.948 | 4.531 | 819,20 | 6.134 | 126.319,20 | |
| Non ripartito | 7.945 | 518 | 16,70 | 8.479,70 | ||||
| Eur 12 | 93.810 | 14.922 | 13.948 | 5.149 | 835,90 | 6.134 | 134.798,80 | |
| Austria | 165,6 | 101 | 395 | 386 | 2 | 411 | 1.460,8 | |
| Finlandia | 183 | 343 | 331 | 23 | 194 | 459,90 | 1.533,90 | |
| Svezia | 160 | 520 | 168 | 40 | 138 | 252 | 1.278 | |
| Totale nuovi stati membri** | 165,60 | 444 | 1.258 | 885 | 65 | 743 | 711,90 | 4.272,50 |
| Eur 15 | 93.975,60 | 15.366 | 15.260 | 6.034 | 900,90 | 6.877 | 711,90 | 130.071,30 |
* Esclusi: Iniziative Comunitarie, Fondo di Coesione e altre misure. |
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I principali programmi di sostegno diretto sono i seguenti: - JOPP (Joint Venture Phare Programm) finalizzato alla creazione di joint Ventures da costituire nell'Europa Centro Orientale tra imprenditori locali ed imprenditori comunitari; - ECIP (European Community Investment Partner) programma di supporto finanziario alla creazione di joint Ventures da costituire nei Paesi del Nord Africa, Mediterraneo, Asia ed America Latina tra partner locali ed imprenditori della Comunità Europea; - BC - NET (Business Cooperation Network) strumento per lo sviluppo della cooperazione tra imprese; - BRE (Breau de Rapprochement des Enterprises) finalizzato alla cooperazione transnazionale in ambito comunitario e mondiale; - INTERPRISE (Iniziative to Encourage Partnerships among Industries or Services in Europe) iniziativa creata per stimolare la cooperazione o il parteriato tra imprese o società di servizi di diverse regioni dell'Ue; - PROGRAMMI SPECIFICI di supporto finanziario alla realizzazione di progetti internazionali di ricerca e sviluppo tecnologico in diversi settori da parte di imprese europee e centri di ricerca o Università. Tali strumenti trovano riferimento nel IV Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, nel quale vengono definite le linee guida per il quinquennio 1994 - 1998. Tra i diversi programmi specifici contenuti del IV Programma Quadro ritroviamo: - BRITE EURAM per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo tecnologico realizzati da almeno due imprese di Stati membri diversi inserite in qualsiasi settore industriale e di qualsiasi dimensione; - CRAFT rivolto soprattutto alle Pmi nel numero minimo di quattro in rappresentanza di almeno due Stati membri e di enti esecutori della ricerca; - COPERNICUS finalizzato alla cooperazione nel campo scientifico e tecnologico con i Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale; - TEMPUS programma di cooperazione transeuropea per l'istruzione superiore; - LEONARDO orientato al sostegno da parte della Commissione Europea a favore delle attività di formazione professionale realizzate a tutti i livelli occupazionali e in tutti i settori sul territorio dell'Ue.
Programmi di sostegno indiretto Si tratta di fondi comunitari destinati a
realizzare, tramite prestiti o contributi a fondo perduto, gli interventi di politica
comunitaria in campo sociale, regionale, ambientale, energetico e di ricerca e sviluppo. Gli Obiettivi prioritari dei fondi strutturali sono i seguenti: 1) promuovere il rilancio economico e sociale delle Regioni in ritardo di sviluppo, e cioè nelle zone meno favorite dei Paesi dell'Unione Europea; 2) riconvertire le Regioni gravemente colpite dal declino industriale; 3) lottare contro la disoccupazione di lunga durata; 4) facilitare l'inserimento professionale dei giovani; 5) nella prospettiva della riforma della politica agricola comune: a) accelerare l'adeguamento alle strutture agrarie; b) promuovere lo sviluppo delle zone rurali.
I programmi specifici attuati con le risorse dei fondi strutturali sono i seguenti: - RETEX diversificazione economica e modernizzazione delle imprese delle Regioni fortemente dipendenti dal settore tessile e abbigliamento; - RENEVAL supporto alla diversificazione economica delle zone industriali colpite dalla crisi del settore cantieristico; - RESIDER sostegno alla diversificazione economica delle zone industriali colpite da declino del settore siderurgico; - PRISMA contributo allo sviluppo della certificazione tecnica dei prodotti per le Pmi; - STRIDE incentivazione alla partecipazione delle imprese ai programmi di Ricerca e Sviluppo della Commissione e alla cooperazione tra imprese e istituti di ricerca; - LEADER dimostrazione del potenziale delle iniziative locali per lo sviluppo di aree rurali; - INTERREG promozione della cooperazione tra Regioni di frontiera in diversi settori economici (turismo, agricoltura, industria); - NOW promozione dell'inserimento professionale delle donne e, in generale, dell'imprenditoria femminile; - HORIZON sostegno all'ingresso nel mercato del lavoro di handicappati e altre categorie svantaggiate; - EUROFORM strumento di sostegno all'occupazione attraverso attività di formazione a giovani disoccupati; - ENVIREG realizzazione di programmi specifici per la protezione ambientale del Mediterraneo: tutela dell'ambiente costiero, sviluppo delle infrastrutture destinate a favorire il disinquinamento delle zone costiere, sviluppo delle infrastrutture per la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti; - REGIS diversificazione economica delle zone periferiche e sviluppo delle relazioni economiche con il resto dell'Unione Europea; - TELEMATIQUE promozione dell'utilizzo di servizi avanzati di telecomunicazione nelle Regioni in ritardo di sviluppo e miglioramento delle condizioni di accesso a tali servizi; - RECHAR diversificazione economica dei bacini carboniferi colpiti dalla crisi del settore; - REGEN creazione e sviluppo delle infrastrutture per distribuzione di gas nelle zone periferiche; - KONVER riconversione economica delle zone colpite dalla crisi dell'industria bellica; - YOUTHSTART promozione dell'inserimento dei giovani sul mercato del lavoro; - ADAPT adattamento alla forza lavoro ai mutamenti industriali; - INIZIATIVA PMI sostegno a favore dell'inserimento delle Pmi nella dinamica del mercato interno; - PESCA ristrutturazione del settore della pesca; - URBAN sostegno per programmi attinenti a problemi economici, sociali ed ambientali delle aree urbane in crisi. Descritti così in maniera volutamente sintetica le forme di aiuto dall'Unione Europea, sarà ora utile indicare i possibili incroci tra settore di attività e relativi programmi dell 'UE utilizzabili: - Imprese meccaniche - metalmeccaniche: BRITE EURAM, CRAFT, JOPP, ECIP, BRE, BC-NET, INTERPRISE, STRIDE, EUROPARTERNARI AT, COPERNICUS, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Imprese tessili abbigliamento: RETEX, JOPP, ECIP, BRE, BC - NET, INTERPRISE, BRITE EURAM, CRAFT, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, EUROPARTERNARIAT. - Imprese agro-alimentari: JOPP, ECIP, LEADER, INTERPRISE, BC-NET, BRE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, EUROPARTERNARIAT, PRISMA, INTERREG. - Imprese di trasporti: INTERPRISE, ECIP, JOPP, EUROPARTERNARIAT, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Imprese di costruzioni: RENEVAL, INTERPRISE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, EUROPARTERNARIAT. - Elettronica ed elettrotecnica: BRITE EURAM, SPRINT, BRE, BC-NET, CRAFT, JOPP, ECIP, STRIDE, INTERPRISE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, EURO PARTERNARI AT, TELEMATIQUE, COPERNICUS, PRISMA. - Editoria: CRAFT, INTERPRISE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, EUROPARTERNARIAT, JOPP, ECIP. - Farmaceutico - biotecnologie e attrezzatura medica: PROGRAMMI SPECIFICI DI RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO ALL'INTERNO DEL IV PROGRAMMA QUADRO, INTERPRISE, EUROPARTERNARIAT, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Turismo: REGIS, INTERREG, INTERPRISE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, ENVIREG, EUROPARTERNARIAT. - Imprese chimiche: BRITE EURAM, CRAFT, JOPP ECIR SPRINT, BRE, BCNET, INTERPRISE, ENVIREG, EUROPARTERNARIAT, COPERNICUS, STRIDE, INTERREG, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Imprese manifatturiere: BRITE EURAM, CRAFT, JOPP, ECIP, INTERPRISE, EUROPARTERNARIAT, PRISMA, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Industrie petrolifere: BRITE EURAM, CRAFT, BRE, BC-NET, INTERPRISE, EUROPARTERNARIAT, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Industrie metallurgiche e fonderie RESIDER, BRITE EURAM, CRAFT, INTERPRISE, EUROPARTERNARIAT, COPERNICUS, STRIDE, PROGRAMMI DI FORMAZIONE. - Servizi: EUROPARTERNARIAT, INTERPRISE, JOPP, ECIP BRE, BC-NET, PROGRAMMI DI FORMAZIONE, INTERREG.
Per quanto riguarda l'Italia il seguente schema riassume i territori, i settori e gli Enti con cui prendere contatto per accedere alle risorse dei vari fondi strutturali divisi per obiettivo:
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| FONDO STRUTTURALE | TERRITORI | SETTORI PRIORITARI | ENTI INTERLOCUTORI |
OBIETTIVO N.1 |
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| FESR | Abruzzi (fino al 31/12/96) Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna |
Comunicazioni Industria Artigianato Servizi Turismo Infrastrutture |
Ministero del Bilancio Regioni |
| FSE | Idem | Industria Artigianato Servizi Turismo Agricoltura Infrastrutture Valorizzazione risorse umane |
Regioni Ministero del Lavoro Ministero della Pubblica Istruzione Enti Pubblici |
| FEOGA or. | Idem | Comunicazioni Infrastrutture Agricoltura Commercializzazione Prodotti agricoli |
Regioni Ministero Agricoltura |
| FONDO STRUTTURALE | TERRITORI | SETTORI PRIORITARI | ENTI INTERLOCUTORI |
| OBIETTIVO N.2 | |||
| FESR | Alcune zone delle provincie di: Torino |
Industria Artigianato Servizi Turismo Infrastrutture |
Regioni Ministero Industria |
| FSE | Regioni Ministero Lavoro Enti Pubblici |
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| FONDO STRUTTURALE | TERRITORI | SETTORI PRIORITARI | ENTI INTERLOCUTORI |
OBIETTIVI NN. 3 e 4 |
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| FSE | Intero territorio nazionale | Obiettivo
N.3 Formazioni di: - disoccupati di lunga durata - donne - migranti
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Regioni Ministero del Lavoro Enti Pubblici |
| Obiettivo
N.4 Formazione per giovani con meno di 25 anni: - di base - di secondo livello - finalizzata
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OBIETTIVO N. 5A |
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| FEOGA or. | Intero territorio nazionale | Agricoltura | Regioni Ministero Agricoltura |
OBIETTIVO N. 5B |
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| FESR | Alcune
zone delle provincie di: Lucca |
Comunicazioni Piccola e media industria Industria Artigianato Servizi Turismo Infrastrutture |
Regioni Ministero Agricoltura |
| FSE | Agricoltura (Fondi rurali) |
Regioni Ministero Lavoro Enti Pubblici |
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| FOEGA er. | Agricoltura | Regioni Ministero Agricoltura |
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Data la complessità della materia e quindi le difficoltà incontrate nell'utilizzo dei Fondi Strutturali sarà creato in Italia uno strumento operativo presso il ministero del Bilancio e della Programmazione Economica al fine di costituire un centro unitario di riferimento per le azioni cofinanziate dai fondi comunitari: la "Cabina di Regia Nazionale". L'impegno finanziario dell' Unione è ispirato da quattro principi generali: la concentrazione, la addizionalità, la programmazione e la partnership. Essi si articolano su quattro livelli: 1) innanzi tutto gli Stati membri presentano piani nei quali sono indicati i loro orientamenti di sviluppo, di riconversione, o di programmi sociali, o ancora di sviluppo delle zone rurali, a seconda degli obiettivi, completi di indicazioni sul ricorso agli strumenti comunitari; 2) in una seconda fase, la Commissione, in stretta concertazione con gli Stati membri, le autorità regionali e locali, elabora i cosiddetti "quadri comunitari di sostegno" che definiscono le priorità dell'azione comunitaria e identificano gli interventi strutturali necessari, assicurandone la coerenza; 3) il terzo livello riguarda l'eleggibilità dei singoli progetti al cofinanziamento comunitario, che viene stabilita dalla commissione europea; 4) il quarto livello attiene alla realizzazione degli interventi, una volta che la Commissione ha dichiarato l'eleggibilità dei progetti. La combinazione sovvenzioni-prestiti viene decisa, di concerto con la Banca Europea per gli Investimenti (Bei), sin dalla definizione del quadro comunitario di sostegno e riguarda anche gli altri strumenti di prestito comunitario per ottimizzare l'utilizzo dei vari strumenti in modo da trovare le modalità di finanziamento più adeguate al tipo di azione prevista. Va precisato che nell'ambito della compartecipazione (partnership) è possibile differenziare, all'interno dei vari programmi operativi, i tassi di intervento dei fondi a seconda dell'ammontare di Spese previsto. La Banca Europea per gli Investimenti, potrà intervenire direttamente per i progetti di grosse dimensioni o tramite un Istituto Bancario (prestito globale) per i progetti di piccole e medie dimensioni, per integrare il supporto finanziario all'investimento ammesso. Nelle Regioni dell'obiettivo n. 1 le sovvenzioni dei fondi a favore degli investimenti nelle imprese non possono solitamente oltrepassare il 50% del costo complessivo dei progetti. Negli Stati membri che sono soggetti, in forza alle norme comunitarie in materia di concorrenza, ad un regime più severo in materia di aiuti le sovvenzioni possono essere più contenute. Va rilevato comunque che nelle altre Regioni questo massimale è ridotto al 30% e può scendere notevolmente negli Stati membri che sono soggetti ad un regime più rigoroso in materia di aiuti pubblici. Per quanto riguarda le infrastrutture, la combinazione sovvenzioni-prestiti è stabilita in funzione della capacità di questi investimenti di produrre ritorni economici. Gli investimenti effettuati in settori che generano ricavi significativi come ad esempio le telecomunicazioni, l'energia, i trasporti transeuropei, sono soggetti ad un massimale per quanto riguarda il livello degli incentivi comunitari in funzione delle Regioni (e quindi degli obiettivi) nei quali vengono effettuati. Gli investimenti che producono invece introiti contenuti, come ad esempio le infrastrutture idrauliche, i trasporti urbani, come pure gli investimenti che non producono alcun ricavo, come ad esempio le strade senza pedaggio e le infrastrutture mediche, culturali o educative, non sono soggetti ad alcun massimale specifico, salvo quelli previsti per tutti gli interventi comunitari dei fondi strutturali. Anche per questo tipo di investimento vale tuttavia il principio secondo il quale i contributi devono essere inversamente proporzionali alla redditività finanziaria. Anche la combinazione prestiti-sovvenzioni deve essere conforme al]e norme in materia di cumulo. Per quanto riguarda i progetti al cui finanziamento partecipano la Bei e gli altri strumenti finanziari comunitari, il massimale dei contributi comunitari è generalmente fissato, in termini di costi globali, nel modo seguente: - il 50% per i prestiti, che si tratti di prestiti concessi da un solo strumento finanziario comunitario oppure dalla somma dei contributi provenienti da vari strumenti; - il 70% nel caso di cumulo di prestiti e sovvenzioni comunitari per il finanziamento dello stesso progetto; in casi motivati questo massimale può essere superato, senza però che si oltrepassi il 90%.
I fondi strutturali sono destinati alla realizzazione degli interventi di politica comunitaria. Il 20 luglio 1993 il Consiglio dei ministri ha adottato i sei regolamenti riveduti che disciplinano i Fondi strutturali dell'Unione per il periodo 1994-1999. Con una dotazione di 141 miliardi di ECU per questo periodo di sei anni - e cioè un terzo del bilancio totale dell 'Unione - i Fondi strutturali sono lo strumento privilegiato della politica di coesione economica e sociale che traduce la solidarietà intracomunitaria. L'efficacia di questi fondi dipende ormai essenzialmente dalla qualità e dalla pertinenza delle azioni svolte nondichè dalla capacità degli Stati membri, delle Regioni e degli altri possibili beneficiari ad attuarle. Rispetto alla riforma fondamentale dei Fondi strutturali del 1988, i cambiamenti apportati oggi risultano molto meno radicali. Di fatto, i grandi principi adottati - concentrazione, partnership, programmazione, addizionalità - vengono mantenuti o rafforzati. Tuttavia, i cambiamenti contenuti nella normativa riveduta non devono essere sottovalutati. Vengono prese in considerazione Regioni nuove, vengono modificate ed adeguate le procedure di programmazione e la Comunità potrà cofinanziare nuovi tipi di azione.
- IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FFS R). Il Fesr ha lo scopo di ridurre le principali disparità tra le Regioni dell'Unione, cofinanziando i programmi di intervento delle Regioni in ritardo di sviluppo nonché la riconversione delle Regioni in declino industria]e (pertanto il Fesr interviene a titolo degli obiettivi n.l e 5b). In questo contesto, il Fesr contribuirà al rafforzamento del potenziale economico delle Regioni, al sostegno dell'aggiustamento strutturale e della crescita e alla creazione di posti di lavoro stabili. Per raggiungere questo obiettivo, cofinanzierà investimenti produttivi, investimenti di infrastrutture e azioni intese a sviluppare il potenziale endogeno delle Regioni (ambiente delle imprese e valorizzazione delle risorse locali). Inoltre, il Fesr contribuirà alla promozione dello sviluppo regionale a livello comunitario per mezzo di studi e di progetti pilota, in particolare nel campo dell'utilizzazione dello spazio comunitario e della problematica transfrontaliera. La Commissione continuerà a preparare relazioni periodiche sulla situazione socioeconomica e sullo sviluppo economico delle regioni, al fine di valutare l'impatto della politica regionale ed individuare gli orientamenti per la futura politica.
- IL FONDO EUROPEO AGRICOLO DI ORIENTAMENTO E DI GARANZIA (FEOGA), SEZIONE ORIENTAMENTO. Il Feoga interviene a titolo degli obiettivi n. 1, Sa e 5b e nei seguenti campi: adeguamento, orientamento e rafforzamento delle strutture agricole e loro sviluppo costante. Si possono distinguere le seguenti principali categorie di interventi: a titolo dell'obiettivo n. Sa: A titolo degli obiettivi n. 5b e 1: Per quanto riguarda i settori con eccesso di produzione, sono previste restrizioni o perfino esclusioni.
- IL FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE). Il Fse partecipa al finanziamento di due tipi di azioni: a) formazione professionale, sostenuta, se necessario, da azioni di orientamento professionale; b) aiuto all'assunzione nei posti di lavoro di natura stabile e di nuova creazione, e all'istituzione di attività indipendenti. Queste azioni possono inserirsi nei vari obiettivi della riforma dei fondi.
Obiettivi secondo le categorie di persone a) Lottare contro la disoccupazione di lunga durata mediante l'inserimento professionale di persone di età superiore a 25 anni in disoccupazione da più di 12 mesi (obiettivo n.3); b) facilitare l'inserimento professionale di persone di età inferiore ai 25 anni, a partire dall'età in cui termina l'obbligo scolastico a tempo pieno, che sono alla ricerca di un posto di lavoro, qualunque sia la durata di questa ricerca (obiettivo n.4). Per questi due obiettivi la Commissione stabilisce orientamenti che definiscono le linee direttive di politica di formazione e occupazione, in cui rientrano le misure che possono beneficiare del contributo del Fse. Infatti gli orientamenti attuali danno un carattere preferenziale alle operazioni transnazionali, alla formazione nelle tecnologie di punta, alle azioni a carattere innovativo, a favore delle categorie di persone che hanno difficoltà particolari a trovare un posto di lavoro (donne, emigrati, minorati).
Azioni secondo le Regioni Azioni che corrispondono alle priorità "regionali" (obiettivi n. 1, 2 e 5b), che rientrano nei piani o nelle azioni di altri fondi e che hanno lo scopo di favorire la stabilità dell'occupazione e sviluppare nuove possibilità di occupazione a favore dei disoccupati, delle persone minacciate dalla disoccupazione e delle persone occupate nelle Pmi.
- LO STRUMENTO FINANZIARIO DI ORIENTAMENTO DELLA PESCA (SFOP). Lo Sfop ha lo scopo di: a) contribuire al conseguimento duraturo di un equilibrio tra le risorse e lo sfruttamento delle medesime; b) incentivare la competitività delle strutture operative e lo sviluppo di aziende economicamente valide nel settore; c) migliorare lapprovvigionamento e la valorizzazione dei prodotti della pesca e dell' acquacoltura. Lo Sfop può partecipare al finanziamento di investimenti e di azioni attinenti ad uno o più degli scopi su indicati per: - ristrutturazione e rinnovo della flotta da
pesca;
I Piani Integrati Mediterranei (Pim) I Pim sono programmi integrati di sviluppo regionale tesi ad attivare tutte le fonti di finanziamento disponibili, a livello comunitario e nazionale. Ogni Pim copre un arco temporale che va dai cinque ai sette anni; le azioni condotte in tale ambito devono rispettare il criterio della complementarità reciproca ed adattarsi alla peculiarità delle varie Regioni, partendo dalle reali esigenze e dalle effettive capacità, in modo da realizzare la sinergia dei mezzi impiegati. L'iniziativa Pim opera sul piano dell'intersezione tra la politica agricola, la politica regionale e la politica sociale comunitaria, essendo chiaramente espresso nel regolamento il proposito di superare una visione settoriale delle politiche comunitarie e di favorire lo sviluppo complessivo delle aree mediterranee, utilizzando congiuntamente e razionalmente tutte le risorse disponibili. L'integrazione di misure e di interventi porta alla concentrazione delle disponibilità finanziarie su pochi obiettivi chiave altamente sinergici. I programmi interessano aree o settori regionali caratterizzati da rilevanti fenomeni di sottosviluppo. Al fine di massimizzarne gli effetti, i programmi
stessi si concentrano in circoscritti ambiti territoriali o in interventi caratterizzati
da un elevato potere moltiplicatore sia per la rimozione di fattori limitanti il processo
di sviluppo, sia per l'integrazione e il completamento di iniziative in atto. - FRANCIA, le regioni Languedoc-Roussillon, Corsica, Provenza - Alpi - Costa Azzurra, Aquitania e Midi-Pyrènèes (esclusi gli agglomerati di Marsiglia, Bordeaux e Tolosa nonché la zona costiera ininterrottamente urbanizzata e con attività turistica permanente nelle quali sono solo possibili interventi in materia di pesca o di acquacoltura), i dipartimenti della Drome e dell'Ardèche; - GRECIA, l'insieme del territorio ellenico; - ITALIA, tutte le Regioni del Mezzogiorno, incluso tutto il Lazio, ed esclusi gli agglomerati di Roma, Napoli e Palermo; le Regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche, esclusi gli agglomerati di Firenze e Genova, e con restrizioni per le zone costiere ininterrottamente urbanizzate e con attività turistica permanente.
Gli impegni rispettivi delle parti interessate (Comunità, Stato, Regione) sono definiti in un contratto di programma, che viene redatto per ciascun Pim, una volta concluso l'iter di approvazione da parte della Commissione. In particolare, il contratto di programma indica: - la designazione da parte dello Stato membro
dell'autorità regionale o di qualsiasi altra autorità per assicurare la buona esecuzione
del Pim, nonché la composizione del Comitato Amministrativo incaricato di assisterla; I contratti di programma sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.
I prestiti della Banca Europea per gli Investimenti La Bei, creata nel 1957 ai sensi dell'art.129 del Trattato di Roma, è l'organismo finanziario del'Unione Europea. I suoi membri sono gli Stati della Ue, che ne sottoscrivono il capitale. La maggior parte delle risorse della Banca proviene dall'assunzione di prestiti, specialmente attraverso l'emissione di obbligazioni pubbliche o di titoli privati, sui mercati dei capitali internazionali e dei Paesi dell'Unione. Non avendo obiettivi di profitto, la Bei effettua prestiti, all'incirca a prezzi di costo, ad imprese, enti pubblici o istituzioni finanziarie per il finanziamento di investimenti, conformi alle specifiche priorità economiche della Comunità. La Bei, oltre ad erogare prestiti a tassi d'interesse fissi e variabili, può prestare garanzie per i prestiti concessi da altri organismi aventi le medesime finalità attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). In particolare la Bei finanzia investimenti diretti alla realizzazione dei seguenti obiettivi: - sviluppo economico delle Regioni meno favorite o
in declino industriale; L'attività della Banca ha cercato di conformarsi costantemente all'evoluzione delle priorità della Comunità e ha sempre avuto il sostegno degli Stati partecipanti. Ultimamente, il Consiglio dei Governatori ha raddoppiato il suo capitale per consentirle di continuare ad accordare finanziamenti in particolare nella prospettiva del completamento del Mercato Unico. I finanziamenti a favore di investimenti per lo
sviluppo equilibrato della Comunità sono complementari a quelli dei Fondi strutturali
comunitari, che, come visto, accordano sovvenzioni su risorse del bilancio comunitario. Sempre nel quadro della politica comunitaria a
favore dei Paesi dell'Europa centro-orientale, la Banca ha accordato i primi finanziamenti
in Polonia e in Ungheria ed è stata autorizzata ad estendere le sue operazioni alla
Repubblica democratica tedesca, prima dell'unificazione delle due Germanie. Essendo uno dei principali emittenti del mondo, la Bei svolge un ruolo importante nella creazione di uno spazio finanziario europeo; essa è anche il maggiore emittente e mutuante in ECU, svolgendo così un ruolo di primo piano nella promozione dell'impiego di questa moneta.
Settori e progetti finanziabili La Banca europea per gli investimenti finanzia infrastrutture ed investimenti produttivi in tutti i settori dell'economia. Gli obiettivi di politica economica perseguiti con i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti sono definiti all'art. 130 del trattato Cee e precisati dagli statuti e dagli ordinamenti generali della politica creditizia stabiliti dal Consiglio dei Governatori In pratica i finanziamenti della Banca interessano: - prioritariamente, gli investimenti nel settore
della produzione, delle infrastrutture e dell'energia che contribuiscono allo sviluppo
economico delle Regioni in difficoltà; Rientrano in queste ultime categorie: - gli investimenti nel settore dell'energia che
contribuiscono a ridurre la dipendenza petrolifera dell'Unione: sviluppo delle risorse
interne, uso razionale e risparmio di energia, diversificazione delle importazioni; Lo sviluppo regionale è stato fin dall'inizio la finalità principale della Bei, che vi ha destinato finora circa il 60-70% di tutte le risorse erogate, nell'intento di favorire l'espansione delle aree più povere e la ripresa di quelle in declino e rispettando comunque le priorità regionali fissate dalle competenti autorità statali: così in Italia l'intervento della Bei è prevalentemente indirizzato al Mezzogiorno e alle aree depresse del Centro - Nord. Come accennato, i finanziamenti della Bei contribuiscono ad uno sviluppo equilibrato nell'Unione, procurando finanziamenti agli investimenti che: - aiutano a stimolare lo sviluppo di Regioni meno
favorite. Da quando la Bei è stata costituita, oltre la metà dei suoi prestiti sono
stati erogati alle Regioni meno favorite. I mezzi finanziari sono destinati soprattutto ad
investimenti nell'industria (sia per le grandi che per le piccole e medie industrie) e a
tutti i principali comparti delle infrastrutture (acquedotti, fognature, irrigazioni,
trasporti, telecomunicazioni, miglioramento delle reti di distribuzione di gas ed
elettricità, ecc.); Sotto il profilo settoriale, la Bei può intervenire: - nel settore industriale, ivi inclusa oltre
all'industria manifatturiera anche quella estrattiva e impiantistica. Vi sono però alcuni
settori definiti "sensibili" e "molto sensibili" nei quali la Banca
interviene con particolari cautele (ad esempio a condizione che sia dimostrata una
rilevante validità commerciale dell'iniziativa proposta ovvero che non venga ampliata la
potenzialità produttiva) e altri definiti "esclusi" nei quali la Banca evita di
intervenire perché già interessati da fenomeni di sovrapproduzione. Non sono finanziati,
inoltre, investimenti connessi con la produzione di materiale bellico; In questo quadro, l'intervento finanziario della Bei è stato spesso richiamato nell'ambito dei Programmi integrati Mediterranei (compreso quello a favore delle lagune dell'Adriatico Settentrionale).
Spese finanziabili La Bei interviene per il sostegno di investimenti che abbiano un carattere unitario di "progetto" e di questo finanzia, per una misura normalmente pari al 50%, i soli investimenti fissi tenendo conto, per la parte ancora da realizzare dei prevedibili effetti dell'inflazione. Sono anche finanziabili spese per tradurre in termini industriali risultati di ricerca, per la preindustrializzazione, la realizzazione di prototipi e l'acquisto di brevetti know-how, purché siano ammortizzabili in più anni indipendentemente dalla facoltà dell'impresa di spesarle per intero nell'esercizio. La Bei propone le seguenti formule di prestito: - prestiti in varie valute (cocktail) con
assortimenti-tipo la cui durata, composizione e tasso sono predefiniti, o con assortimenti
modulari in base alle preferenze del contraente e alle disponibilità della Banca; La valuta nella quale sono erogati i prestiti ai beneficiari finali viene concordata con l'istituzione intermediaria e generalmente trattasi della valuta nazionale del beneficiano finale stesso. Tuttavia l'interessato può chiedere che il prestito venga erogato in una sola moneta, per esempio nella propria moneta nazionale e in Ecu, oppure in assortimento di monete. Quando il finanziamento è versato in più monete viene applicato il tasso d'interesse specifico per ciascuna di esse. A titolo indicativo, il tasso d'interesse di un finanziamento in più monete risulta dalla media ponderata dei tassi applicabili a ciascuna di esse. Il tasso di interesse dei prestiti varia in funzione dei tassi dei prestiti contratti, delle valute e della durata del prestito stesso. Dato che la Banca non ha scopo di lucro, i tassi di interesse seguono le fluttuazioni dei mercati dei capitali da cui provengono le risorse. I tassi applicabili ad ogni prestito sono quelli in vigore alla data di conclusione del contratto o alle date dei versamenti. I prestiti sono emessi alla pari. Beneficiando di un rating di prim'ordine, la Bei può raccogliere fondi alle migliori condizioni del momento. Poiché essa non perse per scopi di lucro, i tassi d'interesse dei suoi finanziamenti rispecchiano il costo della raccolta (più un margine dello 0,15%) per coprire i costi operativi e alimentare un fondo di riserva. Sulle condizioni dei crediti su prestiti globali possono influire d'altronde anche altri fattori, propri del contesto economico di ciascun Paese, il livello generale dei tassi sul mercato, le eventuali disposizioni in materia di copertura del rischio di cambio, gli incentivi agli investimenti, la concessione di garanzie finanziarie o di abbuoni d'interesse da parte dei poteri pubblici, ecc... Si pensa spesso erroneamente che la Bei possa accordare finanziamenti a tasso agevolato; in realtà, non perseguendo scopi di lucro, la Bei fissa i propri tassi d'interesse tenendo sempre conto del costo della raccolta.
Garanzie Analogamente a quanto avviene per ogni istituto di credito (le cui risorse vengono alimentate da fondi raccolti sui mercati dei capitali), ed in conformità del proprio statuto, la Bei richiede adeguate garanzie e fideiussioni per i propri prestiti. In genere viene richiesta la garanzia dello Stato in cui è localizzato il progetto, anche se possono essere prese in considerazione altre garanzie di prim'ordine (Banche, Istituti finanziari, ecc.).
Cumulabilità con altri interventi L'operatore nazionale, a fronte dello stesso investimento, oggetto di finanziamento, con i fondi Bei potrà ottenere eventuali agevolazioni previste da normative comunitarie, nazionali e regionali. E ciò in quanto questo strumento di finanziamento, non si traduce né in contributi in conto interessi né in conto capitale, anche se beneficia della garanzia dello Stato per il rischio di cambio. L'imprenditore dovrà comunque rispettare la regola di carattere generale di una partecipazione con mezzi propri, almeno pari al 30% del valore dell'investimento. La logica di complementarità tra finanziamenti Bei e sovvenzioni comunitarie-erogate dai cosiddetti fondi strutturali (Fesr, Fse e Feoga) è stata peraltro ribadita nell'ultimo Regolamento Cee n. 2052/88 (Consiglio 24 giugno 1988), quale strumento indispensabile per aumentare l'efficacia nell'impiego delle risorse dei fondi stessi, la cui attività è stata oggetto di un'importante riforma in vista dell'attuazione del mercato unico. La Bei è soprattutto interessata al finanziamento dei progetti rispondenti agli obiettivi n. I e 2 e, in minore misura, di quelli attinenti all'obiettivo n. 5b.
La Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio (Ceca) è stata istituita dal Trattato di Parigi (18 aprile 1951) per promuovere lo sviluppo economico degli Stati membri attraverso la creazione di un mercato comune per il carbone e per l'acciaio. La Ceca eroga prestiti a supporto di programmi di investimento delle industrie comunitarie del carbone e dell'acciaio rivolti al miglioramento della produttività e degli sbocchi di mercato dei prodotti carbo-siderurgici, di creazione di posti di lavoro. I prestiti sono destinati sia alle industrie
direttamente coinvolte nella produzione del carbone e dell'acciaio, sia alle industrie
collegate al settore. Tali prestiti sono accordati sia direttamente sia sotto forma di prestiti globali in favore di enti possibili o di aziende private.
I finanziamenti del fondo di Ristabilimento del Consiglio d'Europa Il fondo di Ristabilimento del Consiglio d'Europa é una istituzione senza scopo di lucro, che si impegna a risolvere taluni specifici problemi sociali consentendo a determinate collettività e a particolari individui di soddisfare specifiche esigenze attraverso interventi finanziari mirati. Infatti il Fondo contribuisce a finanziare progetti destinati a facilitare sia il reinserimento dei rifugiati nazionali nella vita attiva, sia la promozione di iniziative tendenti alla creazione di piccole industrie, alla costruzione di alloggi e di centri di formazione professionale. Ovviamente nella sua azione sociale il Consiglio d'Europa agisce in stretta e diretta collaborazione con le altre Organizzazioni internazionali operanti in materia sociale a! fine di armonizzare le legislazioni dei Paesi membri, eliminando ogni discriminazione di trattamento tra lavoratori nazionali e stranieri. Tra le Organizzazioni in oggetto è utile sottolineare: - lOIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro); - l'Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati); - il Cime (Comitato Intergovernativo per le Migrazioni Europee). Beneficiari dei finanziamenti possono essere: 1) i governi membri direttamente, e in tale caso non sono ovviamente previste garanzie nè per il rimborso del capitale e per il pagamento degli interessi nè per il rischio di cambio nè per il trasferimento della valuta; 2) le Amministrazioni degli Stati membri, purché con la garanzia incondizionata del rimborso del capitale e del pagamento degli interessi, del cambio e del trasferimento da parte del governo dello Stato membro; 3) gli istituti di carattere pubblico graditi al Fondo, purché godano delle stesse precedenti garanzie; 4) gli istituti bancari graditi al Fondo, che usufruiscano della sola formale garanzia di cambio del loro governo, sussistendo in aggiunta quella "morale" del governo stesso; 5) gli enti morali in genere, sia di diritto pubblico che privato, che beneficino di garanzia espressa di cambio e di quella governativa "morale"; 6) i lavoratori che si trasferiscono in un Paese della comunità se assistiti da tutte le suindicate garanzie; 7) le piccole e medie imprese, cooperative e consorzi di cooperative garantiti dal ministero del Tesoro per il finanziamento di investimenti produttivi. Rispetto a determinati tipi di investimento è da ritenere possano essere finanziati anche Consorzi (ad es. per infrastrutture di supporto dell'attività produttiva) e Enti locali, nel rispetto ovviamente delle normative proprie a questi ultimi. Per gli investimenti produttivi, la richiesta di finanziamento può essere avanzata esclusivamente dall'impresa che poi gestirà in proprio le opere da realizzare, e non da imprese che svolgono attività di mera costruzione. L'operazione deve avvenire attraverso un istituto di credito abilitato a contrarre prestiti con il Fondo. È ovvio che l'impresa aspirante al prestito deve essere nel pieno godimento dei diritti commerciali; non devono cioè esistere a suo carico procedure di fallimento, di amministrazione controllata o di liquidazione. Necessita anche che la stessa dimostri quali sono gli altri finanziamenti di cui dispone per la restante parte di spesa non coperta dal mutuo Fondo. Il ministero degli Esteri italiano ha poi ritenuto che l'inquadramento della iniziativa progettata nei piani regionali e la sua realizzazione nelle aree comunali all'uopo previste siano documentati, rispettivamente, mediante apposite dichiarazioni della Regione o/e Comune competenti, per quanto non esista nelle norme alcun obbligo in proposito e che pertanto la produzione di detti documenti non costituisce una conditio sine qua non per l'ammissibilità del prestito.
Settori e progetti finanziabili Il Fondo può intervenire in tutti i settori, ma in pratica segue i criteri di priorità fissati periodicamente dagli organi deliberanti e modificabili sulla base delle tipologie di domande presentate e delle disponibilità del Fondo. Attualmente i prestiti del Fondo sono destinati al finanziamento nella misura massima del 40%, di programmi di investimento aventi per oggetto: I) la realizzazione di centri di formazione professionale. In questo senso notevoli interventi sono stati effettuati dal Fondo in favore di programmi di assorbimento sul posto della manodopera e di formazione professionale. Come si vede, non viene affatto trascurata la qualificazione dell'individuo che per inserirsi nella società auspica la conquista del posto di lavoro e un adeguato livello di professionalità. Vengono perciò finanziati con favore centri di formazione professionale, a volte dotati anche della relativa attrezzatura; 2) gli investimenti produttivi nell'agricoltura, nella zootecnica, nella trasformazione dei prodotti agricoli che creino posti di lavoro; 3) gli investimenti produttivi di piccole e medie imprese industriali che creino posti di lavoro; 4) la costruzione di alloggi per lavoratori. Preminente è stato ritenuto il problema dell'alloggio, nella convinzione che, specie in certe congiunture, costituisca uno dei principali ostacoli alla sistemazione e alla integrazione economica della popolazione e soprattutto che esso sia uno degli elementi essenziali della tranquillità morale dell'individuo. Questa forma di aiuto è stata perciò una delle prime messe in atto ed è stata da sempre vista con priorità sulle altre. Sotto il profilo tecnico i progetti devono avere le seguenti caratteristiche: - essere economicamente validi, creare nuova occupazione mantenendo livelli preesistenti; - prevedere un basso investimento pro-capite; - essere destinati a piccole e medie imprese. Sono esclusi dal settore il terziario (commercio, uffici), le infrastrutture, il comparto sanitario ed assistenziale (ospedali, case di riposo, ecc.). Nell'interno di ogni singola categoria, viene formato un ulteriore elenco che indica quali progetti vengono agevolati a preferenza degli altri rientranti nella categoria stessa, quelli cioè che vengono ritenuti più urgenti a fronte di quelli avente minore priorità. E chiaro che la priorità preventivamente determinata dal Fondo è solo un suo atto discrezionale che per particolari ragioni, autonomamente da esso valutate, può essere modificata senza creare problemi in qualsivoglia soggetto.
Aree geografiche interessate Il Fondo può intervenire su tutto il territorio
italiano, ad eccezione del settore dell'edilizia abitativa per il quale l'intervento è
riservato esclusivamente ad iniziative site in Campania e Basilicata, riconosciute Regioni
colpite da calamità naturali, nonché nei Comuni confinanti degli lì Comuni capoluoghi a
più elevata tensione abitativa, individuati ai sensi dell'art. 5, primo comma, della L.5
aprile 1985, n.l 18 e degli artt. 2 e 13 della L.25 marzo 1982, n.94. - nei territori colpiti da calamità naturali o da un afflusso di rifugiati; - nei territori insufficientemente sviluppati, sfavoriti o in declino.
Caratteristiche dei prestiti Tutti i finanziamenti erogati dal Fondo vengono effettuati a tasso di interesse agevolato; quelli con i più profondi caratteri "sociali" ad un tasso ancora più ridotto in relazione ad abbuoni di interesse con interventi fatti coi propri mezzi. L'importo del prestito ammesso è fino al 50% delle spese per i soli investimenti fissi. I versamenti a fronte di una pluralità di iniziative comprese in uno o più progetti integrati saranno effettuati dal Fondo all'Istituto sulla base di appositi contratti di prestito. Per ciascuno di essi l'Istituto dovrà rilasciare un'apposita "promissory-note", di per sè negoziabile, per un importo pari all'ammontare del capitale e degli interessi. La durata del finanziamento è usualmente fino a 10 anni di cui fino a 5 anni di preammortamento. In caso di finanziamenti a Enti locali, la durata di preammortamento e ammortamento sarà fissata avuto riguardo della disciplina sulla finanza locale. È esclusa, in linea di principio, la facoltà del rimborso anticipato, che potrà essere invece ammesso caso per caso in base alla sua specificità e semprechè sia stato pienamente realizzato il progetto di investimento finanziato. Il Fondo raccoglie le sue risorse sui mercati finanziari internazionali alle migliori condizioni e il tasso di interesse praticato all'operatore dipende dal costo della raccolta, dalla valuta prescelta, dalla durata del prestito, dallo spread praticato dall'Istituto di credito, dalle eventuali spese accessorie.
Il Fondo europeo per gli investimenti Il Fondo europeo per gli investimenti si propone di migliorare il flusso di risorse finanziarie verso le piccole e medie imprese in modo da consentire a queste ultime di far meglio fronte alle future sfide di competitività ed occupazione. Riconosciuto come le Pmi siano fondamentali per lo sviluppo dell'attività imprenditoriale dell' Unione Europea, il Fei si propone come strumento di facilitazione per finanziamenti bancari normalmente di difficile accesso a causa delle garanzie richieste. Il principale strumento di intervento del Fondo è la concessione di garanzie a medio e lungo termine volte a coprire i rischi per finanziamenti destinati a progetti d'infrastruttura e a Pmi. Il tipo di garanzia sarà adattato alla natura dell'intervento e le commissioni applicate saranno correlate a quelle di mercato. La garanzia coprirà i rischi finanziari corsi da banche e investitori istituzionali o altri in termini di esposizione creditizia. Le garanzie possono essere costituite da: garanzie su finanziamenti, garanzie su linee di credito, garanzie su portafogli, controgaranzie di meccanismi di mutua garanzia. In linea di massima, la garanzia concessa non potrà superare il 50% del costo dell'intervento.
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