| 1995: NUMERO 4 | TORNA ALL' INDICE GENERALE |
| BAHAMAS L PARADISO FISCALE PURO E SOLO UN RICORDO. di Ezio Turchi LE NOVITA' SONO RAPPRESENTATE DAGLI INCENTIVI PER GLI INVESTIMENTI STRANIERI E DALLA LIMITED DURATION COMPANY (LDC), UN NUOVO ASSETTO SOCIETARIO UTILE PER INVESTIMENTI IMMOBILIARI NEGLI USA. Il proliferare di norme anti elusione e anti paradiso nella maggior parte dei Paesi industrializzati sta iniziando a far sentire i propri effetti anche sugli stessi "paradisi fiscali" i quali, negli ultimi tempi, hanno visto restringersi sempre più le proprie opportunità di intervento nelle transazioni economiche mondiali. Alla luce di queste novità, e dellapprovazione di specifiche Convenzioni internazionali sulla lotta al riciclaggio, appare evidente come per i "paradisi fiscali" si renda necessario individuare al più presto una nuova gamma di prodotti da offrire agli operatori economici internazionali che risulti idonea a fornire nuove opportunità di sviluppo a questi Paesi. In questo contesto un ruolo di non secondaria importanza lo hanno le Isole Bahamas che, dopo essere state uno dei primi Paesi a capire l'importanza che un regime fiscale privilegiato sui redditi di fonte estera poteva avere per favorire lo sviluppo del proprio sistema economico - gettando in pratica le basi di quel quadro normativo che in seguito avrebbe trovato un'ampia affermazione in numerosi altri Paesi, prevalentemente di piccole dimensioni, i quali ne hanno seguito l'esempio - sono state uno fra i primi "paradisi fiscali" ad abbandonare questa strada. Infatti già da qualche tempo le Bahamas hanno avviato delle scelte di politica economica e fiscale destinate a far uscire il Paese dallo status di "paradiso puro" e a fornirgli nuove opportunità di sviluppo da affiancare alla tradizionale offerta di un Paese a regime fiscale privilegiato. Particolare importanza in quest'opera di riposizionamento internazionale delle Bahamas hanno avuto sia gli accordi sullo scambio di informazioni stipulati con Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna diretti a facilitare la ricerca da parte delle autorità fiscali dei rispettivi Paesi dei frutti di eventuali evasioni d'imposta o di fondi legati al riciclaggio di proventi derivanti da attività criminose, che hanno contribuito in modo determinante a rilanciare l'immagine del Paese, che la definizione, già a partire dagli anni "80, di una specifica normativa diretta a facilitare gli investimenti produttivi nelle Bahamas da parte degli imprenditori stranieri. A ciò si aggiunge la recente predisposizione di una nuova figura societaria: la Limited Duration Companies (LDC) una struttura societaria offshore, ossia destinata ad operare al di fuori delle Bahamas, che prevede una responsabilità limitata dei soci ma che ha comunque la possibilità di essere considerata negli Stati Uniti, esclusivamente a fini fiscali, come una società di persone. Passando ad esaminare brevemente la normativa relativa agli incentivi diretti a favorire l'insediamento di imprenditori stranieri nel settore manufatturiero o dei servizi sarà opportuno rilevare come dopo una prima fase, nella seconda metà degli anni "80, durante la quale sono entrate in vigore solo specifiche leggi di settore, recentemente sono entrati in vigore alcuni ulteriori provvedimenti agevolativi caratterizzati da un più ampio raggio d'azione. Tra le normative settoriali di maggiore importanza vi sono l'Hotel Encouragement Act e l'Industrial Encouragement Act rispettivamente per il settore alberghiero e per quello manufatturiero mentre tra quelle, più recenti, di interesse generale troviamo l'Investment Incentive Act del 1991 e l'International Persons Landholding Act del 1993. In particolare, l'Investment Incentive Act è destinato ad eliminare completamente, addirittura per un periodo che può andare dai 20 ai 50 anni, le poche imposte dovute nel Paese, quali le imposte di registro, quelle per l'ottenimento di determinate licenze e, particolarmente importante, i dazi doganali dovuti sull'importazione di determinati beni. Anche per le imposte sulla proprietà è possibile ottenere una completa esenzione anche se "solo" per un periodo di 15/30 anni. L'international Landholding Act è invece destinato specificatamente alle persone fisiche che desiderino acquisire una proprietà immobiliare nelle Bahamas, tuttavia nessuna norma impedisce che ad usufruirne siano anche le persone giuridiche. A queste consistenti agevolazioni si aggiunge la possibilità di usufruire, ed è questo un fatto estremamente positivo per un "paradiso fiscale", delle numerose Convenzioni sulla libera circolazione delle merci che consentono alla maggior parte dei beni prodotti nel Paese di avere libero accesso, senza quindi dover scontare alcun dazio, a tutti i principali mercati mondiali, Stati Uniti ed Unione Europea compresi. Si tratta senza dubbio di un'opportunità di enorme importanza, soprattutto ove si consideri che, a prescindere dalle specifiche esenzioni fiscali esaminate in precedenza, il reddito prodotto nelle Bahamas non è assoggettato ad alcuna imposta diretta risultando in definitiva completamente esente da qualsivoglia onere tributario e liberamente esportabile in qualunque altro Paese senza neanche l'obbligo di corrispondere una ritenuta alla fonte nelle Bahamas. Le uniche "perplessità" che un investimento produttivo in questo Paese può comportare sono quindi date dallo strettissimo legame esistente con gli Stati Uniti, dovuto da un lato alla parità fra il dollaro delle Bahamas e il dollaro statunitense e dall'altro al fatto che oltre il 70% delle importazioni del Paese provengono proprio dagli USA. Fatti questi che non possono non provocare una fortissima dipendenza del sistema economico delle Isole da quello statunitense, dipendenza particolarmente avvertibile, come di consueto, nei momenti di crisi. Accertato che le Bahamas rappresentano senza dubbio un'interessante scelta produttiva per l'imprenditore alla ricerca di nuove opportunità di investimento, potrà essere opportuno approfondire anche quali sono le caratteristiche della Limited Duration Company (LDC), una nuova forma societaria che, come vedremo, in alcuni casi può rivelarsi particolarmente utile per investire negli Stati Uniti. Questa struttura societaria presenta la particolarità di essere assimilata, da un punto di vista fiscale, ad una società di persone (partnership), prevedendo quindi l'imponibilità dei redditi prodotti non in capo alla società ma esclusivamente in capo ai singoli soci. In definitiva essa si presenta come una forma societaria semplificata che, pur prevedendo una responsabilità dei soci limitata al capitale conferito, come nel caso di una società di capitali, presenta caratteristiche generali intermedie fra quelle di una società di persone e di capitali. In particolare la normativa che disciplina le modalità operative della LDC prevede che la durata della società, che deve essere composta da un minimo di due soci, sia limitata ad un periodo massimo di 30 anni, che la possibilità di trasferire le quote sia subordinata ad un parere positivo unanime degli altri soci e che il potere di amministrazione sia di competenza esclusiva e personale dei singoli soci che, eventualmente, potranno farsi singolarmente sostituire da uno specifico rappresentante. Ma ciò che più interessa gli operatori stranieri è che la LDC è riconosciuta dall'Internal Revenue Service, ossia dall'amministrazione fiscale statunitense, come una società di persone, almeno da un punto di vista fiscale. Questo particolare riconoscimento consente ad una LDC di usufruire di una posizione di indiscutibile vantaggio, rispetto ad esempio ad una normale società di persone statunitense, quale strumento per gestire una proprietà immobiliare negli USA. Questa struttura societaria consente infatti ai soci di essere assoggettati ad imposizione come una società di persone pur usufruendo però del regime di responsabilità limitata tipico delle società di capitali. Alla luce di queste considerazioni appare evidente come le Bahamas abbiano sicuramente fatto una scelta lungimirante nell'affiancare alle tradizionali caratteristiche di un "paradiso fiscale" delle opportunità di investimento di diverso tipo utili per diversificare gli elementi di richiamo per gli imprenditori stranieri. Per gli operatori italiani, tuttavia, la strada per le Bahamas presenta alcuni non trascurabili problemi legati all'esistenza di una normativa anti paradiso che classifica tutte le attività svolte in questo Paese come elusive non consentendo pertanto, fra le altre cose, di usufruire del beneficio di affiliazione - ossia dell'assoggettamento ad imposizione in Italia solo del 40% dei dividendi corrisposti da una controllata estera - fatto questo che contribuisce a rendere assai meno interessanti le opportunità di investimento offerte da queste Isole. Ciò non vuol dire che sia del tutto impossibile svolgere un attività imprenditoriale alle Bahamas ma solo che nel momento in cui si ritenga questa scelta irrinunciabile sarà necessario gestire la partecipazione in via indiretta, ad esempio per il tramite di una holding. Tutto ciò sarà necessario almeno fintantochè la normativa anti paradiso del nostro Paese non assumerà delle caratteristiche più moderne, ad esempio seguendo la strada percorsa dal Giappone, utili ad evitare l'assoluta chiusura che il sistema della "black list" oggi comporta nei confronti di alcuni Paesi. Questi infatti vengono totalmente esclusi dalle scelte imprenditoriali degli investitori italiani, in alcuni casi anche non necessariamente elusive, lasciando tuttavia aperte numerose possibilità di risparmio fiscale in Paesi non considerati come "paradisi fiscali" dalla "black list". |